Sottotitolo: "Riflessioni sull'importanza dell'indipendenza tecnologica per i singoli stati, le singole organizzazioni e, perchè no, per i singoli individui".

Le riflessioni scaturiscono dal recente annuncio da parte di Anthropic di rendere indisponibile il modello Fable 5. La notizia mi colpisce nella sostanza e per i modi in cui si è arrivati a tale divieto.
Non è una novità che gli ultimi modelli di Anthropic siano considerarti “pericolosi”. Si è detto molto su questo ed è il motivo per cui si è arrivati a Fable a partire da Mythos. Probabilmente l'esistenza di questi timori è giustificabile e probabilmente è condivisibile essere prudenti. Ci sono aspetti di sicurezza (e cybersecurity in particolare) che vanno gestiti e forse è anche comprensibile e tollerabile che un’azienda possa tutelarsi facendo in modo che un “proprio” software non possa essere usato per migliorare prodotti che potrebbero essere concorrenti. Si può discutere e confrontarsi su queste tematiche. Ma quello che mi turba, senza farne un discorso politico, è altro: è il modo con cui, se la ricostruzione dei fatti è corretta, è scaturito il "divieto". Motivazioni istituzionali che annullano qualunque ragionamento tecnico. La sintesi a me sembra essere: gli USA stabiliscono che i cittadini di altre nazioni non possono usare quei prodotti di Anthropic.

Quei modelli sono stati addestrati con i dati di "tutti", la teoria che c’è dietro è patrimonio di "tutti", frutto del lavoro di tante persone, di tanti paesi.

Certo è vero che gli USA, e in particolare le aziende che li operano, hanno goduto della possibilità di avere grandi capacità di calcolo, energia a basso costo, tanti capitali e hanno sfruttato questo vantaggio e in questo senso credo che non è stato fatto niente che non sia legittimo. Mi auguro che le aziende americane e quelle di tutto il resto del mondo, continuino con i loro progressi e ottengano risultati sempre più sorprendenti. Rifletto, però, sulle limitazioni di accesso che sono state poste, perché la sicurezza e la prudenza sono temi che riguardano tutti e non dovrebbero mai essere uno strumento (o un alibi) per creare diseguaglianza di possibilità. Spero che questi fatti, qui in Europa in particolare, ci scuotano un po’. Spero che si rifletta e che, mentre si proverà comunque a colmare il gap in termini di capacità di calcolo e di accesso ad energia a basso costo, si dedichino sempre più risorse alla progettazione e allo sviluppo dei modelli, alla progettazione e allo sviluppo di fine-tuning, all’ inferenza locale con LLM open weight, che si preferiscano (nei contesti dove è possibile) soluzioni open source, ecc....

Con un pensiero anche ai dati in cloud, dobbiamo ragionare e soffermarci sull'importanza dell'indipendenza tecnologica per i singoli stati, per le singole organizzazioni e per i singoli individui...